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Συντριβή

       
                                        

DanieleeMASTROGIACOMO

                                                                                                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


            Ε Λ Ε Υ Θ Ε Ρ Ο Σ   Ο   Ν Τ Α Ν Ι Ε Λ Ε    Μ Α Σ Τ Ρ Ο Τ Ζ  Α Κ Ο Μ Ο


     

 

08.04.2007

  

 

 

   Ντανιέλε Μαστροτζάκομο: «Δολοφόνοι, δεν τηρήσατε τη συμφωνία»

«Μας είχαν κόψει τις αλυσίδες και μας είπαν ότι ήμασταν ελεύθεροι. Είδα τον μεταφραστή και φίλο μου, έτοιμο να ανέβει σε ένα καμιόνι που θα τον οδηγούσε στους διαμεσολαβητές της απελευθέρωσής του. Αυτό μου έλεγαν και μένα κατά τη διάρκεια της μεταφοράς μου σε τόπο που με άφησαν ελεύθερο».

Αυτά, μεταξύ άλλων, γράφει σήμερα στην εφημερίδα «Λα Ρεπούμπλικα» ο Ντανιέλε Μαστροτζάκομο, με αφορμή την εκτέλεση του Αφγανού μεταφραστή του Adjmal Nasqebandi από τους Ταλιμπάν.

«Δεν υπήρχε καμία διαφορά ανάμεσα σε μένα στον μεταφραστή μου και τον οδηγό μας. Οι υποσχέσεις των απαγωγέων μας ήταν ψέματα, μόνο ψέματα» σημειώνει στο άρθρο του ο Ντανιέλε, ενώ αναφέρει ακόμα:

«Οι εκτελεστές του Adjmal, δεν τήρησαν τη συμφωνία. Είμαι απογοητευμένος, συντετριμμένος για την άνανδρη, τερατώδη δολοφονία του, που δεν έχει καμία δικαιολογία».

   Ιl dolore di Mastrogiacomo: «Assassini, non avete rispettato i patti»

Sono affranto, distrutto, di nuovo catapultato in un incubo che sembra non finire mai. E' un omicidio orribile, gratuito, vigliacco. Adjmal Nasqebandi era un giornalista. Come me, come tanti che fanno il nostro mestiere in giro per il mondo. Non c'era e non c'è mai stata differenza tra me Ajmal e Saeed Nagha, l'autista che ci ha accompagnato nel sud dell'Afghanistan per fare un'intervista ad un comandante militare.

Paga un prezzo altissimo e la responsabilità ricade interamente sui Taliban: hanno mostrato al mondo la loro vera faccia, quella che rimproveravano a noi giornalisti di non volere raccontare all'esterno. E' quella che ci hanno annunciato con una telefonata alle agenzie di stampa. Non sono stati ai patti: ci hanno tolto le catene e ci hanno detto che eravamo liberi. Ho visto il mio amico e interprete pronto ad imbarcarsi su un convoglio che lo avrebbe consegnato a degli emissari. Così hanno detto i Taliban che ci tenevano prigionieri, così hanno continuato a ripetermi durante il mio trasferimento al luogo dove sarei stato liberato.

Erano tutte bugie, solo bugie. Lo hanno ripreso e tenuto segregato per altri 16 giorni. Non hanno ascoltato gli appelli, a centinaia, lanciati da ogni angolo del mondo: hanno deciso di ucciderlo, con 24 ore di anticipo sull'ultimatum, per ribadire quello che sono: dei semplici assassini. Alla famiglia di Adjmal va tutto il mio affetto in questo tragico e difficilissimo momento, assieme alla durissima condanna, all'orrore di un omicidio che non ha alcuna spiegazione.

 

DANIELE MASTROGIACOMO (La Repubblica)

    

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