Untitled Untitled kayales WEBSITE - Home

 

_____________________________

Αλληλεγγύη

       
                                        

DanieleeMASTROGIACOMO

                                                                                                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Yπογράψτε στην ιστοσελίδα της
  για την απελευθέρωση του συνάδελφου


     

 

08.03.2007

  



   Δημοσίευμα της "Ρεπούμπλικα" για την παρέμβαση του Στάθη Καγιαλέ 

«Μηνύματα συμπαράστασης απ’ όλο τον κόσμο, , έχει λάβει η εφημερίδα μας», τονίζει σε σχετικό δημοσίευμά της η «La Repubblica», κάνοντας αναφορά και στην παρέμβαση Καγιαλέ. Στην σελίδα 3 του φύλλου της Πέμπτης 8 Μαρτίου 2007, αναφέρει σε υπέρτιτλο ότι: «Από τη Νέα Υόρκη ως την Ελλάδα αλληλέγγυες οι δημοσιογραφικές ενώσεις», κάνοντας ρητή αναφορά στην επιστολή του προέδρου της Εφορευτικής Επιτροπής της ΠΟΕΣΥ και μέλους του Μικτού Συμβουλίου της ΕΣΗΕΑ Στάθη Καγιαλέ.

Συγκεκριμένα γράφει:

»Ο γενικός γραμματέας της Δ.Ο.Δ. Άινταν Γουάϊτ, ζητά την άμεση απελευθέρωση του Ντανιέλε χωρίς όρους».

»Οι Ρεπόρτερς Χωρίς Σύνορα, το Committee to Protect Journalist, που μάχονται για την ελευθερία του Τύπου, εκφράζουν την αγωνία τους για τον Ντανιέλε».

»«Θέλουμε να πληροφορήσουμε τους απαγωγείς του Ντανιέλε, ότι κάθε μέρα, για μία ζωή, με τα κείμενά του δίνει την δική του μάχη για την εδραίωση της παγκόσμιας ειρήνης και την αλληλεγγύη» είναι το μήνυμα που στέλνει από την Ελλάδα ο δημοσιογράφος - συνδικαλιστής Στάθης Καγιαλές».

   Alla "Repubblica" l'intervento di Stazio kayales 

Appelli da tutto il mondo “E solo un reporter, liberatelo subito” e il titolo di Repubblica (8 Marzo 2007). E ancora: “Da New York alla Grecia solidarieta delle associazioni di giornalisti”.

Cristina Nadotti scrive:

»Ci so­no soprattutto le mail dei colle­ghi e dei lettori, le telefonate al giornale. Sono tutti sdegnati per l'accusa che Mastrogiacomo sia una spia. Si fanno sentire le asso­ciazioni di categoria. Il segreta­rio della Federazione Interna­zionale dei Giornalisti (Ifj), Aidan White, lancia un appello ur­gente a «chiunque detenga Da­niele» perché lo liberi «rapida­mente e senza condizioni». «La sua cattura preoccupa l'intera comunità dei giornalisti di tutto il mondo, messaggi dì preoccu­pazione sono giunti alla Ifj dai Sindacati dei Paesi islamici ed in particolare del Pakistan», infor­ma White. «Daniele Mastrogia­como non è una spia, a un giornalista, che stava facendo il suo lavoro di reporter. Chiediamo il suo rilascio», afferma con forza Reporter Senza frontiere, e il Committee to protect journalists, l'organizzazione mondiale che si batte per la libertà di stampa, si dice «molto preoccupata per il nostro collega, che stava facen­do il suo lavoro raccontando quello che succede». Scrivono e chiamano da tutto il mondo:

«Vorremmo informare i suoi sequestratori che Daniele, ogni giorno, per una vita, con i suoi scritti ha combattuto la sua bat­taglia per la pace mondiale e la solidarietà», è il messaggio del rapresentante dei giornalisti greci, Stazio Kayalès.

Aveva   cominciato   Romano Prodi, ieri mattina in apertura del consiglio dei ministri, ad esprimere la sua preoccupazio­ne e «la speranza che tutti gli sforzi che il governo sta facendo in questo momento vadano a buon fine».

Poi è stato un conti­nuo di dichiarazioni e attesta­zioni di solidarietà. Bruno Tucci, presidente dell'Ordine dei gior­nalisti del Lazio sottolinea che «Daniele, oltre a essere un giornalista con la 'G' maiuscola è an­che un compagno di lavoro che quando non è fuori Roma per il suo giornale, viene in ufficio per dibattere i problemi della cate­goria ed essere vicino a quei col­leghi che si trovano in situazioni delicate». II presidente del Con­siglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, ha ricordato che «i giornalisti che decidono di recarsi al fronte non lo fanno per combattere, ma per esercitare la loro professione: raccogliere notizie ed informare l'opinione pubblica». Quando è stata annunciata la manifesta­zione in piazza del Campidoglio le adesioni sono state immedia­te. «Daniele Mastrogiacomo li­bero, da subito» ha chiesto la Fedesazione Nazionale della Stampa nell'assicurare la sua presen­za, augurandosi che si realizzi «quella straordinaria mobilitazione del mondo dell'informa­zione e dell'opinione pubblica che, in altre circostanze, tantoha contribuito ad un positivo esito di sequestri di italiani in Afgha­nistan, in Iraq e in altri luoghi di conflitto». All'appello della Fnsi seguono i comunicati come quello del Comitato di redazione del Corriere della Sera, cheha da­to subito la sua adesione «a tutte le iniziative che potranno favori­re il sollecito rilascio di Daniele», e delle associazioni di categoria, dei partiti politici, delle organiz­zazioni sociali».

 

    

Fotos

                                                            

                                          

     

Rassegna Stampa

  

                                                   

     
Δημοσιεύματα        
      
Newstand